7/10/2008
Aperti i cantieri della prima Passive On italiana con recupero conservativo
Passive On: definizione di edificio che, oltre ad essere in completo equilibrio per quanto riguarda la produzione di CO2, è anche in grado di “vendere” energia elettrica in esubero alla rete.
Siamo quindi nella fascia più alta delle costruzioni ecologicamente sostenibili. Dopo un non breve lavoro di ricerca delle condizioni operative necessarie a far decollare il progetto, Italian Applications e RTR&Partners (www.energiazero.org), l’impresa edile che realizza il cantiere, sono riuscite a far partire, da metà settembre, i lavori di edificazione.
L’insediamento abitativo di Nerviano prevede 22 appartamenti. Non v’è nulla di queste dimensioni come struttura Passive On in Italia. E le costruzioni con queste caratteristiche, ricordiamolo, sono 3 in tutto nel nostro paese.
Ma il dato di gran lunga più importante del progetto di Nerviano è che si tratti di un intervento di recupero conservativo. E’ il primo caso in Italia, e se guardiamo all’ambito europeo la casistica non va oltre i 5 edifici. Gli esperimenti compiuti di Passive On sono già decisamente rari, purtroppo, ma è del tutto evidente che costruire ex novo un edificio con queste caratteristiche è nettamente più facile che operare su strutture già esistenti. A Nerviano si è recuperata una vecchia cascina dell’800, collocata in pieno centro storico della cittadina.
Dal punto di vista strutturale il risanamento conservativo significa la predisposizione di una muratura di 52 cm, dei quali 30 cm sono quelli preesistenti e 22 cm sono i nuovi implementati. Complessivamente si ha un “sandwich” fatto di diversi strati, compresi anche strati d’aria, con una trasmittanza (ovvero la misura della capacità di una superficie a farsi attraversare da un flusso di calore; di fatto la trasmittanza è una misura della capacità isolante di un elemento) pari a 0,13 watt per metro quadro Kelvin. L’edificato esistente oggi in Italia presenta una trasmittanza media dello 0,6, e cioè più di 4 volte meno isolante.
Una legge recente della Regione Lombardia impone che gli edifici nuovi abbiano una trasmittanza inferiore a 0,34 watt per metro quadro Kelvin. I dati ci dicono che i progetti che attualmente sono presentati alle commissioni di zona per l’approvazione si presentano quasi tutti con trasmittanze dello 0,339999 ….. Non ci siamo ancora, quindi, in quanto a sensibilità verso i problemi ambientali. Bisogna fare di più.
A Nerviano non c’è gas per riscaldamento, né per cucinare. I termosifoni sono alimentati dall’acqua calda fornita da pompe di calore elettriche connesse a boiler solari.
Per la cucina si usano piastre a induzione, ovvero piastre che inducono un innalzamento di temperatura direttamente nel metallo delle pentole, riducendo quindi al massimo la dispersione del calore che si ha con le fonti a gas o quelle con piastre a resistenza elettrica.
Tutto l’insediamento recupera l’aria calda che si sviluppa nelle stanze con dei collettori collocati nella parte alta delle stanze stesse, portando quest’aria alle pompe che così possono funzionare con temperature più elevate di quelle che d’inverno sarebbero accessibili ricorrendo all’aria certamente più fredda dell’ambiente esterno.
Porzioni del tetto nelle zone edificate che si trovano a sud, sono realizzate in vetro, così da ottenere effetti serra. D’estate intervengono meccanismi protettivi che eliminano l’effetto.
L’insediamento recupera le acque piovane. Recupera anche le acque grigie, che vengono convogliate in un serbatoio e qui trattate con un dispositivo a raggi UV, in modo da purificarle e poi immetterle nel serbatoio dell’acqua piovana.
I rubinetti degli appartamenti sono dotati di riduttori di flusso.
A Nerviano si mette in atto, infine, una importante soluzione del bilancio energetico di un progetto di bioedilizia. Come noto questo genere di insediamenti contano su una adeguata superficie fotovoltaica, ma non è detto che l’area edificabile, soprattutto nel caso di un risanamento conservativo, consenta superfici in misura adeguata. Così è a Nerviano, dove tuttavia, il Comune ha deciso di mettere a disposizione una propria area che l’impresa potrà predisporre a pannelli, così da recuperare l’energia che porta l’insediamento ad essere addirittura fornitore della rete elettrica. Si prefigura, quindi, un ruolo importante dell’ente pubblico come facilitatore di progetti volti a ridurre drasticamente la produzione di CO2, ruolo che in un’area geografica come la Lombardia può risultare di grande valore.